B.F. Skinner e il condizionamento operante in LOST

2 04 2006
B.F. Skinner
Burrhus Frederic (B.F.) Skinner
Nell’episodio 2×03 Orientation viene spiegato che le ricerche della Dharma, ispirate dalle teorie di B.F. Skinner, sembrano essere mirate ai seguenti aspetti della ricerca:

  • metereologia
  • psicologia
  • parapsicologia
  • zoologia
  • elettromagnetismo
  • società utopistiche

E fin qui nulla di nuovo. In questi giorni mi sono documentato sugli studi di questo psicologo del comportamento e sugli studi che vennero ispirati dalle sue ricerche. Bene, quello che ho trovato sembra calzare perfettamente con gli strani avvenimenti che si susseguono nella stazione 3.

Vediamo di fare un pò di chiarezza sulle ricerche e gli esperimenti di questo studioso per poi capirne le analogie con LOST. Egli iniziò i suoi studi sul comportamento per conto dell’esercito e lo fece utilizzando degli animali. A quel tempo l’esercito era interessato alla guida dei missili (l’elettronica nasceva allora) e per farlo si voleva insegnare a un piccione a pilotare un missile (è assurdo lo so). Tutto ciò però non fu affatto inutile ed egli giunse a formulare una vera e propria teoria della superstizione. Questa teoria si basava su una forma di apprendimento chiamata condizonamento operante. Questo processo implica che un animale si deve rendere conto che una sua particolare azione viene seguita da un evento. Se questo evento è per l’animale gratificante esso tenderà a ripetere il comportamento che lo ha provocato. Gli esperimenti sugli animali per dimostrare questa teoria venivano fatti tramite delle gabbie, chiamate in seguito gabbie di Skinner, in cui veniva testato il comportamento dell’animale rinchiuso. Vi era una leva collegata ad un meccanismo che introduceva del cibo nella gabbia; una volta ricevuta la “ricompensa” l’animale con facilità ripeteva l’azione che lo aveva premiato in maniera praticamente istintiva in maniera praticamente costante.

Nel 1948 Skinner fece un esperimento che adesso è negli annali della psicologia che prese il nome di “Psicologia del piccione”. L’esperimento consisteva nel testare il comportamento dell’animale rinchiuso in una gabbia con un meccanismo a tempo che introduceva del cibo in quest’ultima. Non vi erano più delle leve o dei meccanismi che facessero corrispondere all’azione del piccione un evento, ma la cosa singolare fu che il piccione ripeteva il comportamento precedente all’istante in cui veniva introdotto il cibo nella gabbia incessantemente. Il piccione aveva associato istintivamente quel comportamento casuale all’arrivo del cibo anche se questo era relazionato soltanto ad un contatore a tempo: era un comportamento superstizioso a tutti gli effetti.

Altri due studiosi L. D. Devenport e F. A. Holloway, hanno studiato a questo proposito dei mammiferi come noi: i ratti. Essi non si comportavano come i piccioni e si riuscì a dimostrare che il loro comportamento era dettato anche dal diverso sviluppo dell’ippocampo che fornisce una protezione dalla propensione a dare agli avvenimenti un nesso causale con troppa facilità. Koichi Ono dell’Università Konazawa di Tokio si chiese che cosa potrebbe fare un uomo in una gabbia simile a quella usata da Skinner per i piccioni. Preparò una stanza con un tavolo sul quale erano fissate tre leve. Sulla parete di fronte al tavolo posizionò un contatore collegato ad un computer programmato per farlo scattare ad intervalli prestabiliti. Un certo numero di studenti universitari furono reclutati volontariamente e parteciparono individualmente ad un esperimento di 40 minuti.
Il ricercatore informò gli studenti che dovevano cercare di guadagnare più punti possibile, senza dirgli come. Nessuna azione degli studenti poteva in alcun modo attivare il contatore, ma loro non lo sapevano. Ben presto, in molti studenti emersero diversi comportamenti superstiziosi. La maggioranza di queste azioni coinvolgevano le leve, le quali venivano tirate in modi e sequenze diverse. Ogni sequenza veniva riprovata solo se il contatore scattava alla fine di essa. Alcuni studenti pensarono che le leve non avevano niente a che fare con i punti (e infatti era così) e cominciarono ad effettuare i piùstrani comportamenti come arrampicarsi sul tavolo, picchiare sul muro, sul contatore o saltare ripetutamente fino a toccare il soffitto.

Il condizionamento operante in LOST
Basta rapportarsi agli esperimenti del prof. Ono per trovare una chiara analogia con il contatore che scandisce la vita degli abitanti della stazione Swan. Un interessante evento è stato lo scontro fra Jack e Locke proprio per l’inserimento del misterioso codice nel computer allo scadere del contatore a tempo in Orientation.
E’ anche plausibile ipotizzare un coinvolgimento in questo tipo di esperimenti da parte di Desmond, che sembra l’unico in grado di saperne di più ma che stranamente scompare nel nulla.

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