John Locke e Jeremy Bentham

2 09 2008

John Locke e Jeremy Bentham sono stati due famosi filosofi inglesi vissuti rispettivamente nel 1600 e nel 1700.

John Locke

John Locke

Locke concentra le sue riflessioni su tre tematiche: la teoria della conoscenza, la politica e la religione. È evidente la sua polemica verso il razionalismo cartesiano. Nell’ambito della riflessione politica, Locke cercò di ideare un sistema basato sull’utile della convenienza, che potesse fornire il miglior vantaggio per tutti.

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Jeremy Bentham

Jeremy Bentham

Bentham fu uno dei più importanti utilitaristi, in parte tramite le sue opere, ma in particolare tramite i suoi studenti sparsi per il mondo. Tra questi figurano il suo segretario e collaboratore James Mill e suo figlio John Stuart Mill, oltre a vari politici (e Robert Owen, che divenne poi uno dei fondatori del socialismo).

Argomentò a favore della libertà personale ed economica, la separazione di stato e chiesa, la libertà di parola, parità di diritti per le donne, i diritti degli animali, la fine della schiavitù, l’abolizione di punizioni fisiche, il diritto al divorzio, il libero commercio, la difesa dall’usura, e la depenalizzazione della sodomia.

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Viaggi nello spazio tempo: effetto Casimir

31 05 2008

Leggo con immenso stupore un articolo apparso su Lostpedia Blog e devo dire che non riesco a fare a meno di condividerlo con voi:

Quando abbiamo intervistato i creatori di Lost, ci hanno fatto capire che avevano in programma grandi cose – e nell’episodio su Locke in onda pochi giorni fa, “Cabin Fever”, abbiamo finalmente scoperto quale sarà l’atto finale di questa stagione: se vuole salvare l’isola, Locke dovrà spostarla.

Come farà Locke a spostare l’isola, e dove la sposterà? Michio Kaku, autore di “Physics of the Impossible”, ci ha detto che pensa che Damon Lindelof e Carlton Cuse vogliano utilizzare le proprietà uniche dell’isola – per la precisione l’elettromagnetismo e l’Effetto Casimir cui fa riferimento il video di orientamento della stazione Orchidea – per aprire un wormhole che collega diversi punti nello spazio e nel tempo (il cattivissimo Keamy sembra proprio confermarlo quando prende il “protocollo secondario” con il simbolo dell’Orchidea dalla cassaforte della nave. Dice che il documento gli dirà “dove sta andando Linus. Se Linus sa che stiamo per dare fuoco all’isola, c’è un solo posto in cui può andare”).

Effetto Casimir e wormhole

L’Effetto Casimir e i wormhole sono vera e propria scienza d’avanguardia, sostiene Kaku. “L’Effetto Casimir ha a che fare con l’energia del vuoto”, dice. “È energia negativa con proprietà bizzarre. I buchi neri possono aprire un portale verso un altro universo, ma si tratterebbe di un viaggio di sola andata perché sono instabili e non possono restare aperti da soli. L’energia Casimir, in teoria, potrebbe impedire al passaggio di chiduersi e creare un wormhole.” Secondo Kaku dunque, in presenza di un’energia come l’enorme elettromagnetismo di Lost potrebbe formarsi un buco nero che verrebbe tenuto aperto dall’Effetto Casimir dell’isola, creando così un portale.

Durante lo show abbiamo già visto salti nello spazio e nel tempo. Primo, l’arrivo di Ben nel deserto tunisino con indosso il parka del Dr. Halliwax strizzava l’occhio all’abilità dell’isola di trasportare le persone in diversi luoghi. Ed è strano notare come la differenza di tempo tra isola e nave stia cambiando: nell’episodio precedente era notte quando Faraday ha usato il telefono satellitare a mo’ di telegrafo per chiedere cosa fosse successo al dottore, ma era giorno quando il tizio sulla nave ha ricevuto il messaggio; Keamy gli avrebbe tagliato la gola soltanto in seguito. (Nota: supponiamo che “Cabin Fever” sia cronologicamente successivo a “The Shape of Things to Come”.)

Ma è realistico pensare di spostare un’isola intera attraverso il tempo e lo spazio? Secondo Kaku, sarebbe possibile in due modi: teletrasporto quantico, che teletrasporterebbe in un istante l’isola da un luogo all’altro, oppure un wormhole, che teoricamente sposterebbe l’isola in diversi luoghi nello spazio e nel tempo. Il teletrasporto quantico di fotoni e atomi esiste già, dice Kakuil record è di 600 metri sopra il fiume Danubio – ma “per spostare l’isola ci vorrebbe una tecnologia centinaia di anni più avanzata della nostra” (e Kaku lo ritiene improbabile, visto che nello show non si è mai parlato di energia quantica, necessaria per questo tipo ti teletrasporto).

La teoria del wormhole sembrerebbe più probabile, visto quello che sappiamo della stazione Orchidea. La quantità di energia necessaria per spostare l’isola attraverso un wormhole, sostiene Kaku, è immensa – ci vorrebbero l’energia positiva di una stella e un’energia negativa avente la massa di Giove anche solo per creare un wormhole a misura di essere umano – e ci vorrebbe una tecnologia milioni di anni più avanzata della nostra per farlo. “In linea di principio, gli autori si trovano ancora all’interno delle leggi della fisica”, dice Kaku, “ma si tratta di leggi della fisica molto avanzate, ed è qualcosa di cui non ci possiamo servire nel presente.” Inoltre ci potrebbero essere delle conseguenze: “Se non si sta attenti, nel processo, la Terra potrebbe essere inghiottita”.

Ulteriori informazioni sull’effetto Casimir :
http://backreaction.blogspot.com/2007/11/casimir-effect.html

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Discussione episodio 3×05 “The cost of living”

3 11 2006
The cost of living stazione Perla LOST Italia

Titolo: “The cost of living”
Data di messa in onda: 1 novembre 2006
Scritto da: Monica Owusu-Breen, Alison Schapker
Diretto da: Jack Bender
Star: Yunjin Kim (Sun Kwon), Terry O’Quinn (John Locke), Rodrigo Santoro (Paulo (Season 3+)), Naveen Andrews (Sayid Jarrah), Michael Emerson (Henry Gale / Benjamin Linus (Season 3, recurring previously)), Matthew Fox (Jack Shephard), Kiele Sanchez (Nikki (Season 3+)), Josh Holloway (James “Sawyer” Ford), Jorge Garcia (Hugo “Hurley” Reyes), Henry Ian Cusick (Desmond (Season 3, recurring previously)), Evangeline Lilly (Kate Austen), Emilie de Ravin (Claire Littleton), Elizabeth Mitchell (Juliet (Season 3+)), Dominic Monaghan (Charlie Pace), Daniel Dae Kim (Jin Kwon), Adewale Akinnuoye-Agbaje (Mr. Eko)
Guest star: Michael Bowen (Danny Pickett) , Alicia Young (Blind Woman), Lawrence Jones (Lead Soldier), Ariston Green (Guard), Michael Robinson (Trader), Jermaine “Scooter” Smith (Daniel), Muna Otaru (Amina), Adetokumboh McCormack (Yemi), Hakeem Kae-Kazim (Emeka)
Mr. Eko centric
Ascolti: 16.120.000
Sottotitoli: Subfactory,
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Confronti fra le puntate di apertura delle stagioni

9 10 2006

Ho visto la prima puntata della terza serie ed ho notato alcune similitudini tra le prime puntate di ogni prima stagione.
In particolare, ho analizzato la prima puntata della seconda e la prima puntata della terza serie, perchè la prima ormai è un lontano ricordo nella mia mente.

  • La prima puntata di ogni serie (prima, seconda e terza) si focalizza principalmente sulla vita di Jack e della moglie (nella seconda parla di come si sono conosciuti, nella terza parla della loro separazione).
  • Nella prima puntata sia della seconda che della terza serie si sente una canzone di Petula Clark (Make your own kind of music all’inizio della seconda, Downtown nella terza)
  • Entrambe le puntate iniziano dandoti un senso di “tranquillita’” e “quotidianita’” per poi smentirsi immediatamente. La prima della seconda serie vede una persona (che poi scopriamo essere Desmond) iniziare la giornata come se fosse in un alloggio normale; si fa la doccia, si prepara la colazione, pedala un po’, ecc. ecc.
    La prima della terza serie presenta un gruppo di persone nella loro piccola cittadina, che poi si dimostra essere una piccola comunita’ creata sull’isola.
  • In entrambe le puntate viene presentata una hatch; nella prima della seconda la hatch del cigno, nella prima della terza la hatch Hydra (il simbolo lo trovate qui, fonte Push The Button
  • Per concludere, due osservazioni:

    PRIMA PUNTATA SECONDA SERIE
    Ho notato che quando Desmond e’ davanti al computer, non digita solo dei numeri perche’ le dita si muovono in verticale lungo la tastiera.

    PRIMA PUNTATA TERZA SERIE
    Il libro che ha scelto Juliet per il “Club del Libro” e’ CARRIE di Stephen King. Io l’ho letto, l’unica collegamento che mi viene in mente e’ che Carrie aveva dei poteri ESP (dava fuoco alle cose); probabilmente, Carrie in LOST viene rappresentata da Walt (che con il pensiero ha ridato vita al gabbiano, vi ricordate?)

    Per ora e’ tutto qui..
    Forse non e’ un granche’, ma ho voluto condividerlo con la community 🙂





    Discussione episodio 2×23/24 Si vive insieme, si muore soli (Live together, die alone)

    27 05 2006
    Season finale 2x23/24 LOST

    Titolo: “Live together, die alone”
    Data di messa in onda: 24 maggio 2006
    Scritto da: Damon Lindelof, Carlton Cuse
    Diretto da: Jack Bender
    Guest star: M.C. Gainey (Mr. Friendly) , Cathy Foy (Receptionist), Eyal Podell (Young Man), Alex Petrovitch (Man #2), Len Cordova (Man #1), Sonya Walger (Penelope), Michael Bowen (Pickett), Stephen Paget (Master Sergeant), Alan Dale (Charles Widmore), April Grace (Ms. Klugh), Tania Raymonde (Alex), Clancy Brown (Kelvin Inman), Michael Emerson (Henry Gale), Sam Anderson (Bernard), Henry Ian Cusick (Desmond)
    Ascolti: 17.8 milioni di spettatori (19.3 nell’ultima mezz’ora)

    Sottotitoli: by Macchianera e by Hatchsubbers
    In questa magnifica puntata, forse la più bella dell’intera serie, torna sulla scena Desmond. Ci aveva lasciato per andare chissà dove in Orientation e adesso ci spiega dove e come se ne era andato. Era in possesso di una barca a vela, quella che lo aveva portato sull’isola, che Kelvin aveva aggiustato per fuggire egli stesso e lasciare l’incosapevole Desmond sull’isola a “salvare il mondo” premendo quel bottone all’infinito come già lui aveva fatto. Partito due settimane e mezzo prima, aveva navigato in direzione Nord-Est alla velocità di 9 nodi e aveva contato di raggiungere le Fiji in meno di una settimana. Però, al posto di raggiungere le isole Fiji, aveva praticamente girato in tondo ed era tornato da dove era partito. Ormai Desmond è convinto di essere intrappolato in una “malefica palla di neve” da cui è impossibile fuggire; a suo avviso, tutto quello che è rimasto è l’isola.
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    Fine della prima stagione – Esodo seconda parte

    23 05 2006
    Jack alla black rock - Esodo

    Ieri si è conclusa in Italia la prima stagione di questo telefilm record d’ascolti (4.007.000 spettatori con il 15,84% di share). Quest’episodio concludeva il precedente (esodo prima parte), lasciando però ancora molti punti in sospeso; com’è giusto che sia visto che ci aspetta una seconda stagione all’insegna del mistero e della stasi che precede l’azione, un pò come nei romanzi di Stephen King (a mio avviso un punto di riferimento per gli autori della prima serie).

    Titolo: Esodo (parte 2)Esodo - la zattera
    Scritto da: Damon Lindelof, Carlton Cuse
    Diretto da: Jack Bender
    Guest star: Fredric Lehne (Marshal), M.C. Gainey (bearded man), Mira Furlan (Danielle Rousseau) , Mary Ann Teheny (Gate Agent), Robert Frederick (Jeff), John Walcutt (Hawaiian Shirt), Greg Grunberg (Airplane Pilot), Ruz Rusden (Airport Cop), Terasa Livingstone (Lily), Glenn Cannon (old scooter man), Michelle Arthur (Michelle), Suzanne Turner (ticket agent no. 2), Mark Kalaugher (Security Agent), Wendy Braun (Ticket Agent), John Dixon (JD), Daniel Roebuck (Mr. Artz)

    C’è ancora qualcuno che non ha mai visto LOST e vuole sapere su cosa è incentrato questa magnifica serie TV americana. Eccovi accontetati:

    Lost è una parola carica di significato e di mistero. Esprime uno stato fisico, il disorientamento, ma anche uno stato psicologico, la sconfitta e la disperazione. I miti e le tradizioni che questa parola evoca ci hanno affascinato da sempre. Lost è una serie televisiva della ABC realizzata tra il 2004 e il 2006, racconta le vicende di un gruppo di persone naufragate su un’isola che non appare in alcuna cartina geografica. In gioco, però, non c’e solo la lotta per la sopravvivenza in un luogo esotico e selvaggio. Come hanno dichiarato i creatori della serie, J.J. Abrams e Damon Lindelof: “II telefilm parla di persone sperdute su un’isola sperduta“. Prodotto dalla divisione Touchstone della Disney, proprietaria dell’ABC, ogni episodio è il resoconto di una o piu giornate della vita di un gruppo di superstiti del volo Oceanic 815, un aereo, partito da Sydney e diretto a Los Angeles, che in seguito a un guasto devia dalla rotta prevista, perde quota e si schianta su un’isola misteriosa.

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    Discussione episodio 2×22 “Tre minuti” (Three minutes)

    19 05 2006
    2x22 Three minutes

    Titolo: Three Minutes
    Data di messa in onda: 17/05/2006
    Scritto da: Edward Kitsis & Adam Horowitz
    Diretto da: Stephen Williams
    Guest star: M.C. Gainey (Mr. Friendly) , Tania Raymonde (Alexandra Rousseau), April Grace (Ms. Klugh), Michael Bowen (Pickett), Tania Raymonde (Alex), Cynthia Watros (Libby), Adewale Akinnuoye-Agbaje (Mr. Eko)

    I sottotitoli in italiano by the others (subs-ita repository).

    All’inizio dell’episodio ci viene mostrato un fb di Michael di 13 giorni prima in cui si ripercorrono le azioni che lo hanno portato a colpire Locke e a rinchiuderlo con Jack nella stanza blindata. La cosa più strana e importante è la facilità con cui egli sia riuscito ad accedere alla “chat”. Vediamo come digitando ripetutamente qualcosa poi questo appaia a video e ci dia la possibilità di impartire comandi e comunicare. Sappiamo dalla scorsa puntata che le hatch vengono monitorate e che siano collegate da una rete LAN (altrimenti sarebbe impossibile avere le informazioni sui login nella question mark hatch). Partendo da queste informazioni possiamo supporre che i nostri Losties erano monitorati continuamente e che quando Michael manda il messaggio “you okay?” ci sia già qualcuno pronto a rispondergli (uno degli Others) e che questi gli indichi la via che lo condurrà alla trappola. Sappiamo anche, da quello che scrive il folle Mike, che già aveva avuto modo di chattare in quanto dice “you said north”.
    Altra cosa interessante è costituita dalle “rovine”. Quella roccia con il buco al centro penso che sia opera dell’uomo e forse un’altra messinscena degli Others per avere un punto di riferimento facilmente visibile.
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